Quando i favoriti cadono, il Drago vola e il silenzio torna in finale
Il 13 gennaio il Flair ha riaperto le porte al ping pong firmato Cibo & Trash.
E come spesso succede, la serata ha preso subito una piega chiara: rumore, tifo, commenti non richiesti e gente che si avvicina ai tavoli “solo per guardare” e poi resta lì per tutta la partita.
Il clima è quello giusto.
Quello che fa capire che non sarà un torneo qualunque.
I gironi: promesse, conferme e prime crepe
Quattro gironi, tanti stili diversi, livelli che si incrociano.
Drago (alias Umberto) parte fortissimo e mette subito le cose in chiaro: gioco pulito, pochi fronzoli e punti che arrivano con una facilità disarmante.
Enrico C regge bene il ritmo e si conferma uno dei nomi più solidi del torneo.
Federico fa il suo, con continuità e senza sbavature.
Mahmoud domina il suo girone con autorità, dando l’impressione di avere sempre la partita in mano.
Francesco, invece, torna dopo tante assenze: nessuno lo mette tra i favoriti, ma partita dopo partita cresce, prende fiducia e fa capire che forse è stato dimenticato troppo in fretta.
E poi c’è Adriano.
Favoritissimo, super campione annunciato, tifosi pronti… ma qualcosa non gira. Le aspettative erano altissime, la resa no. Il pubblico resta spiazzato.
Merlino, sostenuto dal suo fan club storico, lotta ma non basta: il cuore c’è, il tifo pure, ma il tabellone è spietato.
Manuela gli capita un girone di ferro e nonostante tutto, resta lì, fino all’ultimo punto.
Angela chiude a zero punti, ma con una presenza costante, ordinata, mai fuori partita: una di quelle che crescono torneo dopo torneo.
Attorno a loro, tanti protagonisti silenziosi.
Quelli che magari non finiscono in copertina, ma senza cui il torneo non sarebbe lo stesso.
Maria combatte punto su punto, alternando buone giocate a momenti di frustrazione, ma resta sempre dentro la partita.
Maria R., arrivata direttamente dalla Colombia al Flair per il torneo, dimostra carattere e tecnica: bravissima, anche se deve ancora trovare il giusto clima partita nei momenti decisivi.
Paola gioca con ordine, senza strafare, portando a casa partite solide e tanta continuità.
Matteo S. si prende le sue soddisfazioni, mostrando concentrazione e voglia di crescere.
Paolo G. è solido, affidabile, uno di quelli che non regalano nulla.
Luca P. segue la stessa linea: poche sbavature, presenza costante e partita sempre viva.
Alessandro F. alterna momenti di grande intensità ad altri più complicati, ma resta sempre sul pezzo.
Carmelo prova a risolverla con colpi ad effetto e giocate spettacolari, ma questa volta non basta.
Edoardo lotta, strappa punti importanti e si fa rispettare.
Alessia è super carica: alcune partite bellissime, altre un po’ meno, ma lo spirito è quello giusto.
Nello torna dopo tanto tempo, sostenuto dal tifo, ma la prestazione non arriva come sperato.
Pasquale chiude il suo torneo senza clamore, ma con la consapevolezza di esserci stato fino all’ultimo punto.
Ognuno con la sua partita buona, il suo punto strappato,
e la sua storia da raccontare a fine serata.
Dai quarti in poi si fa sul serio
Con l’arrivo dei quarti di finale, il torneo cambia faccia.
Le partite diventano più secche, meno parole, più concentrazione:
- Drago supera Adriano, spegnendo definitivamente il sogno dei tifosi
- Mahmoud elimina Edoardo
- Federico passa contro Enrico C
- Francesco batte Maria, confermando di essere tutt’altro che un rientro di passaggio
Il Flair rumoreggia, ma si inizia a sentire quella tensione sottile che anticipa le fasi decisive.
Le semifinali: nervi saldi e colpi pesanti
In semifinale restano quelli che sanno reggere la pressione.
Drago affronta Mahmoud in una partita tesa, giocata sul filo. Alla fine è il Drago a spuntarla, senza concedere spazio.
Dall’altra parte Francesco elimina Federico, firmando la vera sorpresa del torneo e guadagnandosi, punto dopo punto, il rispetto di tutti.
La finale: Drago vs Francesco
Arriva il momento che zittisce il locale.
Niente urla.
Niente commenti.
Solo pallina e sguardi fissi.
Drago contro Francesco.
Da una parte il favorito annunciato, dall’altra il ritorno inatteso.
La partita è tirata, vera, senza regali.
Ma quando serve fare il passo decisivo, Drago lo fa.

Vince la finale.
Vince il torneo.
E si prende tutto quello che aveva promesso sin dall’inizio.
Complimenti a tutti (davvero)
Questo torneo ha raccontato una cosa semplice:
non basta il nome, non basta il tifo, non basta essere favoriti.
Serve testa.
Serve continuità.
Serve saper stare dentro la partita.
Complimenti a Drago, vincitore meritatissimo.
Complimenti a Francesco, rientro clamoroso.
Complimenti a tutti quelli che hanno giocato, perso, vinto, riso e già pensano alla rivincita.
Il ping pong Cibo & Trash non si ferma.
Il prossimo tavolo è già lì che aspetta. 🏓🔥
