Torneo di UNO a Torino: quando il gioco diventa una cosa seria
All’inizio sembrava una serata tranquilla.
Un mazzo di UNO, qualche tavolo, un foglio a quadretti e la classica frase che anticipa sempre il disastro:
“Dai, giochiamo easy.”
Spoiler: non è andata così.
La serata di gioco UNO firmata Cibo & Trash si è trasformata rapidamente in un vero e proprio torneo, con tensione, strategie improvvisate, alleanze silenziose e amicizie messe alla prova da un +4 giocato “con troppa sicurezza”.
La formula del torneo UNO (non la solita partita)
Non si trattava di una singola partita, ma di una serata strutturata a torneo, con più manche e tavoli che cambiavano di round in round.
La formula prevedeva:
- più tavoli attivi contemporaneamente
- più mani giocate nella stessa serata
- rimescolamento dei tavoli dopo ogni manche
- accesso alla finale solo per i migliori punteggi
Ogni vittoria valeva punti importanti per la classifica generale, rendendo ogni mano decisiva.
Qui non bastava vincere una volta: bisognava essere costanti.
Le regole (quelle che fanno discutere)
Le regole erano quelle ufficiali di UNO, con alcune precisazioni fondamentali che hanno fatto la differenza:
- l’ultima carta deve essere numerica
- non si può chiudere con +2, +4 o cambio colore
- è possibile rispondere a un +2 o +4 con un altro uguale
- chi dimentica di dire “UNO!” viene penalizzato
- alcune carte possono essere giocate in combinazione, ma mai per chiudere la mano
In pratica: poche regole chiare, ma abbastanza severe da creare panico vero nei momenti decisivi.
La finale: il tavolo che contava davvero
Alla finale arrivano solo i migliori della serata.
Al tavolo decisivo siedono:
Davide, Johana, Federica, Marta, Lorenzo, Andrea, Ilaria e Alessandro.
Niente più tavoli che si rimescolano.
Qui si gioca faccia a faccia, sapendo che ogni errore pesa il doppio.
Il foglio dei punteggi è un caos organizzato: numeri scritti, riscritti, sommati a lato, discussi e poi accettati “perché sì”.
Numeri, tensione e carte volanti
I punteggi raccontano una finale lunga e combattuta:
- Andrea vola alto con un totale importante
- Davide e Johana restano incollati
- Federica e Marta tengono il ritmo
- Alessandro ed Ilaria non mollano fino alla fine
Ma come sempre succede a UNO, i numeri non raccontano tutto.
Ci sono stati:
- +4 ribaltati all’ultimo secondo
- “UNO!” urlati troppo tardi
- mani infinite
- sguardi che dicevano più delle parole
🏆 Il verdetto finale: una finale in due manche
La finale non si decide in una sola mano.
Il regolamento è chiaro: meglio delle due manche.
E questo cambia tutto.
Prima manche: Federica colpisce per prima
La prima manche è di Federica.
Gioca pulito, legge bene il tavolo e approfitta di un paio di penalità pesanti degli avversari.
Chiude con sicurezza e si prende la prima vittoria, rimettendo tutto in equilibrio:
niente festeggiamenti, niente rilassamenti.
La finale è ancora apertissima.
Seconda manche: Johana non sbaglia
Nella seconda manche la tensione sale.
Tutti sanno che qui si decide tutto.
Johana resta lucida, gestisce le carte senza fretta e arriva alla chiusura con un dettaglio che fa la differenza:
vince con un punteggio complessivo più alto.
Non solo la manche, ma la finale intera.
Perché nel torneo di UNO di Cibo & Trash non basta vincere:
conta come vinci.
La vittoria di Johana
Una manche a testa.
Ma il punteggio finale parla chiaro.
Johana è la vincitrice del torneo di UNO.
Applausi, qualche “eh ma…” di troppo e una certezza condivisa da tutti:
alla prossima serata, nessuno giocherà allo stesso modo.

