Torneo di UNO a Torino: cronaca della serata | 20 Gennaio

21 Gennaio 2026
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Torneo di UNO a Torino: quando il gioco diventa una cosa seria

All’inizio sembrava una serata tranquilla.
Un mazzo di UNO, qualche tavolo, un foglio a quadretti e la classica frase che anticipa sempre il disastro:

“Dai, giochiamo easy.”

Spoiler: non è andata così.

La serata di gioco UNO firmata Cibo & Trash si è trasformata rapidamente in un vero e proprio torneo, con tensione, strategie improvvisate, alleanze silenziose e amicizie messe alla prova da un +4 giocato “con troppa sicurezza”.

La formula del torneo UNO (non la solita partita)

Non si trattava di una singola partita, ma di una serata strutturata a torneo, con più manche e tavoli che cambiavano di round in round.

La formula prevedeva:

  • più tavoli attivi contemporaneamente
  • più mani giocate nella stessa serata
  • rimescolamento dei tavoli dopo ogni manche
  • accesso alla finale solo per i migliori punteggi

Ogni vittoria valeva punti importanti per la classifica generale, rendendo ogni mano decisiva.
Qui non bastava vincere una volta: bisognava essere costanti.


Le regole (quelle che fanno discutere)

Le regole erano quelle ufficiali di UNO, con alcune precisazioni fondamentali che hanno fatto la differenza:

  • l’ultima carta deve essere numerica
  • non si può chiudere con +2, +4 o cambio colore
  • è possibile rispondere a un +2 o +4 con un altro uguale
  • chi dimentica di dire “UNO!” viene penalizzato
  • alcune carte possono essere giocate in combinazione, ma mai per chiudere la mano

In pratica: poche regole chiare, ma abbastanza severe da creare panico vero nei momenti decisivi.

La finale: il tavolo che contava davvero

Alla finale arrivano solo i migliori della serata.

Al tavolo decisivo siedono:
Davide, Johana, Federica, Marta, Lorenzo, Andrea, Ilaria e Alessandro.

Niente più tavoli che si rimescolano.
Qui si gioca faccia a faccia, sapendo che ogni errore pesa il doppio.

Il foglio dei punteggi è un caos organizzato: numeri scritti, riscritti, sommati a lato, discussi e poi accettati “perché sì”.

Numeri, tensione e carte volanti

I punteggi raccontano una finale lunga e combattuta:

  • Andrea vola alto con un totale importante
  • Davide e Johana restano incollati
  • Federica e Marta tengono il ritmo
  • Alessandro ed Ilaria non mollano fino alla fine

Ma come sempre succede a UNO, i numeri non raccontano tutto.
Ci sono stati:

  • +4 ribaltati all’ultimo secondo
  • “UNO!” urlati troppo tardi
  • mani infinite
  • sguardi che dicevano più delle parole

🏆 Il verdetto finale: una finale in due manche

La finale non si decide in una sola mano.
Il regolamento è chiaro: meglio delle due manche.
E questo cambia tutto.

Prima manche: Federica colpisce per prima

La prima manche è di Federica.
Gioca pulito, legge bene il tavolo e approfitta di un paio di penalità pesanti degli avversari.

Chiude con sicurezza e si prende la prima vittoria, rimettendo tutto in equilibrio:
niente festeggiamenti, niente rilassamenti.
La finale è ancora apertissima.


Seconda manche: Johana non sbaglia

Nella seconda manche la tensione sale.
Tutti sanno che qui si decide tutto.

Johana resta lucida, gestisce le carte senza fretta e arriva alla chiusura con un dettaglio che fa la differenza:
vince con un punteggio complessivo più alto.

Non solo la manche, ma la finale intera.

Perché nel torneo di UNO di Cibo & Trash non basta vincere:
conta come vinci.


La vittoria di Johana

Una manche a testa.
Ma il punteggio finale parla chiaro.

Johana è la vincitrice del torneo di UNO.

Applausi, qualche “eh ma…” di troppo e una certezza condivisa da tutti:
alla prossima serata, nessuno giocherà allo stesso modo.

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